martedì, Maggio 24, 2022
Τributo Le 20 Frasi più Celebri di Luciano Moggi

Le 20 Frasi più Celebri di Luciano Moggi

Dirigente di Roma, Lazio, Torino, Napoli e Juventus, conquistando in totale sei scudetti (cinque con la Juventus e uno con il Napoli), tre Coppe Italia (con Roma, Torino e Juventus), cinque Supercoppe italiane (quattro con la Juventus e una con il Napoli), una Champions League,  una Coppa UEFA (con il Napoli), una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa UEFA e una Coppa Intertoto (tutte con la Juventus).

Luciano Moggi nasce a Monticiano il 10 luglio 1937 ed entra nel calcio maggiore negli anni settanta. Nel 1982 si trasferisce al Torino del presidente Sergio Rossi e il 22 giugno 1987 passa al Napoli di Ferlaino e Maradona, subito dopo la vittoria del primo scudetto (insieme a Moggi arrivano anche Francini e Careca). Nel 1991 torna al Torino del presidente Gian Mauro Borsano, in seguito va alla Roma di Franco Sensi, ma nel 1994 passa alla Juventus dell’amministratore delegato Antonio Giraudo.

A Torino e’ stato definito dall’avvocato Gianni Agnelli «lo stalliere del re, che deve conoscere tutti i ladri di cavalli». Rimase fino al maggio 2006, quando venne collegato a un’inchiesta giudiziaria in ambito sportivo nota come Calciopoli. Ecco le sue 20 frasi più celebri:

In campo non andavo certo io. Mica stiamo parlando di Moggi-Udinese o Moggi-Lazio. Non capisco e sono sorpreso per l’atteggiamento del club. Come si fa a pensare che non facessi gli interessi della Juve? Li ho fatti anche con le sim straniere. Ero pedinato e intercettato, dovevo difendere le nostre strategie di mercato. Me le hanno comprate loro. Andrea (Agnelli) fa benissimo a chiedere la restituzione dei due scudetti, li abbiamo vinti meritatamente perché eravamo i più forti.”

”L’Inter è campione di prescrizioni. È già a quota 9, quando arriverà a 10 avrà diritto ad una stella sulla maglia.”

L’Inter prima del 2006 arrivava a 15 punti dalla Juventus. Finito l’alone di Calciopoli è ritornata nell’ambito che le è più proprio, cioè a 23 punti dalla Juventus e al sesto posto. Questa è la dimostrazione migliore che il calcio era pulito e che c’era chi non sapeva operare.”

Bisognerebbe cambiare la dirigenza. Blanc è al posto sbagliato. E John Elkann sa di calcio ancora meno. In tre stagioni hanno speso 250 milioni, lo raccontano gli aumenti di bilancio. Antonio (Giraudo) ed io non abbiamo fatto spendere una lira o un euro agli azionisti in oltre dieci anni di onorata attività. Su questo nessuno può permettersi di dire il contrario.”

”Raiola ha tre pregi: ha buoni giocatori, è molto stimato dai suoi assistiti e ti aiuta a prendere anche quelli delle altre società.”

Non ci doveva proprio essere la partita. l’Inter doveva essere in serie B visto che aveva tesserato Córdoba come comunitario e comunitario non era.” – Sul “caso Iuliano-Ronaldo”, della partita Juventus-Inter 1-0 del 26 aprile 1998.

Il presidente Moratti ha fatto molti errori. Ha speso una quantità enorme di soldi per confezionare impropriamente la sua squadra. E vogliamo parlare di mestieri? Che ne dice di Seedorf e Pirlo per Coco e Guly, o Cannavaro per Carini?“

Succede quello che avevo previsto da tempo. La società non esiste, guidata da gente che non sa di pallone. E la squadra fa acqua. Dopo un anno che era arrivato a Torino, Blanc ebbe il coraggio di dire che il calcio è più semplice di quanto pensasse. Poveretto. Cosa ne sa lui di questo mondo?” – Sui risultati sportivi della Juventus nella stagione 2009-2010.

”Moggi, al calcio italiano, ha fatto vincere un Mondiale. Andatevi a leggere come era composta l’Italia a Berlino.”

La Juventus è una squadra discreta, buona, che farà un discreto campionato ma che non può impensierire minimamente le prime due, può arrivare quarta o quinta.” – Ultime parole famose prima del campionato 2011/12, vinto dai bianconeri.

Maledetto il giorno in cui ho incontrato Berlusconi. Quando andai a Palazzo Grazioli, Berlusconi mi propose di andare al Milan. Sappiamo come è fatto il proprietario del Milan, basta poco per entusiasmarlo. E così raccontò tutto a Galliani, con grande enfasi. Neppure a farlo apposta due settimane dopo il mio incontro con Berlusconi, alla FIGC arrivarono i fascicoli della Procura di Torino con intercettazioni che riguardavano me ed altri personaggi del mondo del calcio. Carraro informò subito Galliani, il quale ne parlò con Berlusconi. Galliani suggerì a Berlusconi di stare molto attento prima di fare certe scelte. Gli disse che non era il caso di insistere su di me per via dell’inchiesta.”

Schede svizzere? Le schede svizzere sono state un’idea della società Juventus e non mia. Le schede venivano tenute nella sede e non dal sottoscritto. Perché sono state acquistate? Sapevamo di essere spiati da Telecom e per questa ragione è nata l’idea di usare queste schede.”

”Lui da ragazzino era scemo. Ora è scemo e vanesio.” Sul Presidente della Lazio Claudio Lotito.

Per l’Inter si può parlare di de profundis, è finito il credito ottenuto grazie a Calciopoli. Certo Moratti ci ha messo del suo sostituendo Mourinho con Benítez, il contrario del portoghese. La squadra è passata in pochi mesi da un’armata da battaglia ad una banda scarica. Per tornare a vincere Moratti forse avrà bisogno di una nuova Calciopoli.”

L’Inter è quella che prima ha detto che Facchetti era un santo, poi nel processo sui pedinamenti lo ha scaricato dicendo che ha fatto tutto da solo, pur di non pagare. Questa è l’Inter di Moratti, che con Telecom ha rovinato tanta gente.”

”Thohir? Fa la coglionella a tutti quanti, è venuto in Italia con un progetto ben preciso: salvare Moratti, perché quest’ultimo era pieno di debiti. Ecco perché secondo me Thohir non è il proprietario ma il comproprietario dell’Inter. La prova? La trattativa con la Juve per Guarin è emblematica. Lui aveva avallato lo scambio (con Mirko Vučinić), poi tutto è saltato dopo la sua telefonata con i Moratti, padre e figlio. L’Inter è una disorganizzazione organizzata.”

Dicevano che non segnava! Me lo sconsigliarono tutti. E io, invece, l’ho preso, Ibra. Un grandissimo, ha fatto la fortuna delle squadre in cui ha giocato. Lo bloccai a maggio 2004 a Montecarlo, grazie a Raiola.”

Il comportamento del pubblico è stato inaccettabile, vergognoso, mi è sembrato di assistere ad uno spettacolo con un regista occulto. Non so se è stato peggio l’arbitraggio, il gioco espresso in campo o l’atteggiamento degli spettatori.”

”Uno con un nome così non potrebbe giocare nella Juve.” – Riferendosi a Kaká.

Era un uomo di parola. Con lui non c’era bisogno di firme, bastava la stretta di mano. Se ti prometteva un giocatore era come avere il contratto già in tasca. Poteva succedere qualsiasi cosa, poteva perderci un sacco di soldi, ma lui manteneva la promessa. È un presidente che resterà per sempre nella storia dell’Avellino.”  – Su Antonio Sibilia 

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