sabato, Ottobre 1, 2022
ΤributoLe 25 frasi piu’ celebri di Gianni Agnelli

Le 25 frasi piu’ celebri di Gianni Agnelli

Gianni Agnelli e’ nato a Torino il 12 marzo 1921. Figlio di Edoardo Agnelli e di Virginia Bourbon del Monte dei Principi di San Faustino. Imprenditore, principale azionista e amministratore della Fiat, senatore a vita, appasionato di calcio e motori.

Aveva partecipato agli eventi della seconda Guerra mondiale, con il grado di sottotenente fu inviato sul fronte russo, rientrato in Italia nel gennaio ’42 per essere poi inviato a Tripoli in Libia. Lauretato in Giurisprudenza all’ Universita’ di Torino, era noto come ”l’ Avvocato’’.

Ha guidato la Fiat per oltre tren’ anni, emblema di moda e stile, gran parte della storia italiana del Novecento, prima di spegnersi nel 2003 (24 gennaio). Una vera e propria leggenda, La Fiat, la Ferrari e la Juventus le sue passioni piu’ grandi. Le sue frasi ci ricordano ancora oggi chi fosse.

Le 10 frasi piu’celebri di Gianni Agnelli per la Juve e il calcio

La Juventus e’ la compagna della mia vita, sopratttutto, un’emozione. Accade quando vedo entrare quelle maglie in campo”.

Mi emoziono persino quando leggo sul giornale la lettera J in qualsiasi titolo. Subito penso alla Juve’’.

Avere Platini in squadra era come avere una credit card sempre portata in mano. L’abbiamo comprato per un tozzo di pane lui ci ha messo sopra il foie gras’’. Ha amato tantissimo Platini, e con lui il rapporto era piu’ sentito e vivo. ”Diego (Maradona) piu’ funambolico, Michel piu’ elegante’’.

Vinca la Juve o vinca il migliore? Sono fortunato, spesso le due cose coincinono’’.

Se Baggio e’ Raffaello, Del Piero e’ Pinturicchio’’ – dichiarazioni ai giornali, agosto 1995 – ”Ho dato a Del Piero il soprannome di Pinturicchio per l’estetica, per il modo di giocare. I suoi gol sono sempre eccellenti’’

E’ abitudine della Juve dire e credere che quando le cose vanno bene il merito e’ dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilita’ e’ della societa’’’.

Se loro sono una squadra di pittori fiamminghi, noi saremo dei piemontesi tosti’’ Prima della finale di Champions League 1995-96 tra la Juventus e l’Ajax.

”Boniperti? Oggi e’ un centravanti di mezza eta’, onorevole, deputato europeo. Un uomo diverso. Ma quando lo si nomina fa ancora paura, e questo mi fa ancora piacere’’. Il suo colpo piu’ grande – anche per la dirigenza – e’ rimasto Boniperti. E’ stato il suo uomo, ”la Juve gli deve gratitudine’’ disse alla fine del primo mandato dell’ ex attacante.

L’ ho detto pure ai giocatori, per noi la maglia conta piu’ dei nomi’’.

Amo il calcio, forse lo amo troppo, a tal punto da mettere in secondo ordine le alternative domenicali. Si, amo molto questo sport che non ha rivali’’.

Le 15 frasi piu’ celebri di Gianni Agnelli per la vita

Mi piace il vento perche’ non si puo’ comprare’’ – ”Una cosa fatta bene puo’ essere fatta meglio’’

Ho conosciuto mariti fedeli che erano pessimi mariti. E ho conosciuto mariti infedeli che erano ottimi mariti. Le due cose non vanno necessariamente assieme’’.

”Sono sempre stato un marito devoto, ma se pretendessi di essere sempre stato un marito fedele direi una bugia’’.

Mi sono simpatici gli ecologisti. Ma hanno programmi costosi. Non si puo’ essere piu’ verdi delle proprie tasche’’

Non amo molto i consuntivi; sopratutto non mi piace il passato se non per quel tanto che fissa la nostra identita’. Io amo il futuro e mi piacciono i giovani. La mia vita e’ stata tutta una scommessa sul futuro’’.

”L’ autista non guida mai. Guido sempre io, e’ un abitudine’’. – ”Ho sempre guidato volentrieri e veloce. C’e’ in una particolare momento al mattino tra le quattro e sei, in cui si tengono i fari dell’ auto ancora accesi mentre quelli che si sono appena svegliati non accendono le luci’’

”Ognuno e’ playboy. Tutti ci provano, alcuni ci riescono, altri no’’.

”Un padrone che non esige che un’impresa dia profitto e’ un pessimo padrone’’ – ad Arrigo Levi, in intervista sul capitalismo moderno, Laterza 1983.

”Uomo che non piange, non potra’ mai fare grandi cose’’.

La mia passione per l’arte cresce con la maturita’. Mio padre mi portava fin da bambino a visitare i musei perche’ riteneva che il bello educasse, che il gusto si affinasse dall’infanzia, e aveva ragione’’

Per essere italiani nel mondo dobbiamo essere europei in italia’’.

”Non tutti gli italiani tifano per la Nazionale, mentre tutti gli italiani e il 50% dei non italiani tifano Ferrari’’

Si puo’ fare tutto, ma la famiglia non si puo’ lasciare’’

Mio padre aveva grandi qualita’, era assai delicato. Ma io mi considero nipote di mio nonno’’, ”Mio nonno mi richiamo’ in Fiat come vicepresidente accanto a lui. Avevo 23 anni e mezzo’’, ”Non chiamatemi senatore. Ogni volata che sento questa parola penso a mio nonno, che per me e la famiglia e’ tutto. Il senatore e’ lui. Il mio nome d’arte e’ avvocato Agnelli ed e’ giusto cosi’’.

Gli uomini si dividono in due categorie. Gli uomini che parlano di donne e gli uomini che parlano con le donne. Io di donne preferisco non parlare’’.

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