sabato, Ottobre 1, 2022
ΤributoTop 10 migliori allenatori di calcio di tutti i tempi.

Top 10 migliori allenatori di calcio di tutti i tempi.

I 10 migliori allenatori di calcio di tutti i tempi:

Per voi lettori di Novibet, noi dello staff abbiamo raccolto dopo un sondaggio popolare una lista degli allenatori di calcio che più hanno vinto ed influito sulla storia del nostro amato sport, a partire dagli albori fino a giungere ai giorni nostri.

10 – John Stein

Conosciuto col nome di “Jock”, nasce a Burnbank il 5 Ottobre del 1922. Fu il primo tecnico nella storia del calcio a vincere il cosiddetto “triplete”, conquistando i trofei alla guida del Celtic nella stagione 65’-66’.

Alla sua memoria è dedicata la Jock Stein Friendship Cup, che si tiene allo stadio di Clifftonhill, tra la squadra dell’Albion Rovers ed i Celtic, la prima è stata la squadra dove Stein iniziò la sua carriera da giocatore, mentre la seconda è stata la squadra dove ha ottenuto i suoi più grandi successi. 

Non portato per la scuola Stein la lascia per diventare un minatore nel  37’ ad appena 15 anni, tre anni piu tardi entra a far parte delle giovanili del Burnbank Athletic, squadra locale. La sua prima partita professionale avviene nel 42, per gli Albion Rovers e la partita finisce in un pareggio 4-4 contro il Celtic. Sarà proprio dalla seconda che verrà ingaggiato nel 50’ riuscendo a vincere un double (campionato e coppa nazionale) 4 anni piu tardi. 

Si ritira dalla carriera di giocatore nel 57’ a causa di un intervento chirurgico alla caviglia che si infettò, facendogli perdere mobilità della stessa.

Nello stesso anno comincia la carriera di allenatore allenando la seconda squadra del Celtic. Nonostante i risultati ottenuti, la sua fede protestante è un ostacolo che gli impedisce di essere promosso ad allenatore della squadra principale, in quanto la dirigenza del Celtic era di fede cattolica. Questo porta Stein ad arrivare prima alla panchina del Dunfermline nel 60’ e del Hibernian nel 64’.

Torna sulla panchina del Celtic nel 65’ dove rimane per 13 anni, vincendo 10 campionati di cui 9 consecutivamente dal 66’ al 74’, 7 coppe di scozia, 6 coppe di lega e nel 67’ la Champions league.

Incredibilmente all’avanguarda per il tempo fu il primo ad utilizzare in maniera massicia esercizi con la palla per far allenare i suoi giocatori, infatti fino ad allora gli allenamenti dei calciatori consistevano più che altro in giri di corsa attorno al campo. 

Ottimo conoscitore della natura umana, era rispettato sia dai giocatori che dai suoi colleghi. In particolare era solito mettersi la tuta e partecipare attivamente agli allenamenti dei suoi calciatori. Fu anche il mentore di Alex Ferguson.

Muore il 10 Settembre 1985, durante una partita di qualificazione ai mondiali della Scozia, da lui allenata. Stein che era sotto grande stress, aveva smesso di prendere i medicinali per i problemi al cuore che da tempo lo affliggevano, un infarto lo colpì al termine del match.

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9 – Valeriy Lobanovskyi

Soprannominato “il Colonnello” a causa del suo grado nell’armata rossa , è stato il più grande allenatore nella storia del calcio sovietico. Come tecnico ha vinto 33 trofei piazzandosi in 4 posizione nelle classifiche mondiali.

Nato a Kiev nel 39’, proviene da una famiglia povera di operai, cresce giocando a calcio e si laurea al politecnico di Odessa come ingegnere meccanico. Ben presto però Lobanovskyi viene arruolato nell’esercito sovietico, dove fa carriera fino a raggiungere il grado di Colonnello dell’armata rossa.

Come giocatore era un centrocampista capace di tirare bene con entrambi i piedi, forte sia fisicamente che tecnicamente era anche dotato di grande fantasia. Veniva criticato spesso a causa dell’inconsistenza delle sue performance e a causa del suo carattere polemico. Il suo marchio di fabbrica erano senza dubbio i calci d’angolo curvati tirati con precisione chirurgica.

Si ritira come giocatore alla tenera età di 29 anni, cominciando l’anno dopo la carriera di allenatore alla FC Dnipro. I successi arrivarono immediatamente, nel suo primo anno da allenatore finisce con la Dnipro in 3 posizione nella classifica del campionato Classe A (Serie B sovietica). Migliora anno dopo anno e nel 70’, 3 anni dopo esserne diventato il tecnico riesce a portare la squadra nella Top League (Serie A sovietica). I più grandi successi della sua carriera li avrà però con la Dinamo Kiev con cui vince 21 titoli nazionali e 5 internazionali.

Oltre ai numerosi titoli vinti, Lobanovskyi è famoso per aver rivoluzionato il modo di allenare nel calcio. Lui fu il primo allenatore ad usare il computer insieme ad un gruppo di matematici per analizzare le partite e determinare quali zone dovessero essere coperte e a quali giocatore dovesse essere passata la palla.

La sua filosofia d’allenamento poi lo spingeva ad allenare i giocatori non secondo ruoli predeterminati ma secondo le inclinazioni e le preferenze di ciascuno, migliorando così le prestazioni del singolo e di conseguenza quelle della squadra. Infine sottopone i giocatori da lui allenati ad una preparazione atletica incredibile usando tecnici ed esperti provenienti dal mondo dei velocisti olimpionici.

A causa di tutto ciò era frequente vedere giocatori forti sotto Lobanovskyi

che non riuscivano a rendere altrettanto una volta trasferiti ad altre squadre oppure giocatori mediocri che sotto di lui riuscivano a fiorire, raggiungendo il pieno potenziale.

Dotato di una personalità dura e rigida, figlia del periodo trascorso nell’esercito, riponeva una grande fiducia nei giocatori, cosa che essi contraccambiano. Riusciva a creare un grande affiatamento tra essi riuscendo a far sì che essi ritenessero il successo della squadra più importante del proprio ego.

Per Valeriy Lobanovskyi non esistevano titolari o riserve e prediligeva calciatori versatili che fossero in grado di ricoprire più posizioni, in modo da poter creare situazioni imprevedibili agli avversari e cambiare strategia a partita avviata. Strategia che poi applicava anche alla nazionale sovietica. I metodi adottati da Lobanovskyi, rivoluzionari e basati sulla scienza, furono chiamati dalla stampa laboratorio Lobanovski o calcio del duemila. 

Muore il 14 Marzo 2002 a seguito di complicazioni dovute ad un intervento chirurgico al cervello.

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8 -Mircea Lucescu

Con 37 titoli vinti fino ad ora nella carriera da allenatore Lucescu è il secondo allenatore piu vincente della storia del calcio, dietro solo ad Alexander Ferguson. Nato a Bucarest il 29 Luglio 1945, prima di diventare allenatore è stato uno dei giocatori più premiati del campionato romeno.

Le prime esperienze col calcio Lucescu le acquisisce al Școala Sportivă 2 București, nelle giovanili. Pochi anni dopo esordisce con la Dinamo Bucarest nella Liga 1 romena nel 64’ con una vittoria 5-2 contro il Rapid Bucarest. Segue una carriera piena di soddisfazioni, Lucescu infatti riesce a vincere il campionato romeno ben 7 volte assieme ad una Coppa di Romania.

La sua carriera da allenatore inizia nel 1979, mentre era ancora un giocatore alla Conrvinul Hunedoara, gestendo gli allenamenti dei suoi compagni di squadra.Si ritira definitivamente dalla carriera di giocatore nel 90’ dopo una breve apparizione nel Dinamo Bucarest per sopperire alla carenza di giocatori titolari che erano stati chiamati in nazionale.

Dopo il Corvinul Hunedoara, Lucescu arriva in Italia, riuscendo a portare il Brescia in Serie A nella stagione 92’-93’. La squadra che Luscescu chiama casa è però il Shakhtar Donetsk, dove rimane dal 2004 al 2016. Con la squadra ucraina, l’allenatore romeno riesce a vincere 21 trofei oltre ad una lunga serie di premi come il miglior allenatore d’Ucraina.

Oltre ad essere stato un grande giocatore ed un ancor più grande allenatore, Lucescu si è guadagnato anche la fama di amante della cultura e del sapere. Parla ben 6 lingue (Inglese, Italiano, Spagnolo, Portoghese, Francese e Russo) oltre al romeno. Inoltre nelle varie squadre da lui allenate ha sempre insistito nell’istruzione dei giocatori, spingendoli a leggere e ad andare all’università.

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7 – Rinus Michel

Famoso per aver creato lo stile di gioco chiamato “Total Football”,  i cui schemi dominarono il calcio degli anni 70’, Rinus Michel nasce ad Amsterdam il 8 Febbraio 1928 in una strada vicino allo stadio olimpico. Viene introdotto da un amico di famiglia, Joop Köhler alla squadra dell’Ajax all’età di 9 anni. 

Il suo percorso viene interrotto dall’arrivo della Seconda Guerra Mondiale e successivamente dalla grande carestia Olandese del 45’. L’anno successivo grazie alle sue doti da giocatore viene invitato a sostituire Han Lambregt, esordisce cosi nella prima squadra.

Insieme all’Ajax, Michel giocherà 264 partite, totalizzando 112 gol. La sua carriera termina in maniera precoce nel 58’ a causa di un grave infortunio alla schiena. Torna come allenatore sette anni dopo, nel 65’. Sotto la sua guida l’Ajax arriva a vincere 4 campionati nazionali e 3 coppe KNVB nei successivi sei anni.

Nel 69’ la squadra raggiunge la finale della coppa Europea per la prima volta, mentre solo due anni più tardi, nel 71’ vince la prima di una serie di 3 consecutive Coppe Europee. Fuori dal campo Michel era conosciuto per essere estremamente attento col denaro, tanto che una battuta ricorrente negli spogliatoi dell’Ajax era “Qualcuno conosce il colore del portafoglio di Michel?”. Come allenatore invece era molto autoritario, tanto da meritargli il nomignolo di “Il Generale”, infatti una frase che amava dire era “Il calcio professionale è come la guerra. Chiunque si comporti troppo bene finisce col perdere”.

Muore nel 2005 a seguito di complicazioni insorte dopo un intervento al cuore all’ospedale di Alst in Belgio.

6 – Giovanni Trapattoni

Noto col diminutivo di Trap nasce a Cusano Milanino il 17 marzo 1939. Nato in una famiglia numerosa ha infatti 4 fratelli maggiori e cresce durante la seconda guerra mondiale prima e nelle difficoltà del dopoguerra. Ambizioso sin da giovane Trapattoni alternava gli allenamenti alla polisportiva di Frassati di Niguarda e il lavoro di apprendista tipografo.

Ceduto al Milan nella stagione 65’-66’ come giocatore è stato principalmente un centrocampista nonostante fosse anche un abile difensore. Come marcatore è stato in grado di annullare il gioco di alcuni tra i più grandi attaccanti della sua generazione come Eusébio o Pellé.

La sua carriera di allenatore cominciò immediatamente dopo quella da giocatore. Prende il patentino da allenatore pochi mesi prima di ritirarsi nel 71’ e l’anno dopo torna al Milan dividendosi tra le giovanili e lo staff della squadra principale. Maturata l’esperienza al Milan, Trapattoni viene chiamato alla panchina della Juventus, dove rimane per 10 stagioni. Un periodo che verrà definito come decennio d’oro per la squadra bianconera a causa dei numerosi titoli vinti in quel periodo e che rese la Juventus tra le migliori nella storia del calcio.

Tenuto in grande considerazione grazie alle sue doti nella gestione del capitale umano, nel mantenere alta la motivazione delle persone attorno a lui e nell’organizzazione. Viene chiamato dai media internazionali anche “Re del Catenaccio” a causa della sua implementazione come stile di gioco della “zona mista”. 

Questa sua tendenza a strategie e schemi difensivi lo ha portato, durante la sua carriera, a diversi confronti accesi con altri allenatori, più favorevoli all’attacco. Trapattoni attribuisce il suo particolare acume per il gioco al tempo passato come centrocampista, che gli ha dato una visione totale sia dell’attacco che della difesa. Oltre i successi come allenatore ha ottenuto grande fama anche grazie al suo spiccato senso dell’umorismo ed ai numerosi strafalcioni linguistici all’estero oltre al suo essere scaramantico come quando decise di portare una boccetta di acqua santa ai mondiali 2002 mentre era allenatore della nazionale italiana.

5 – Pep Guardiola

All’anagrafe Josep Guardiola i Sala, nato a Santpedo 18 Gennaio 1971. Entra a far parte di La Maisia, squadra dove militavano i talenti giovanili del Barcelona. Pep matura e cresce come giocatore entrando a far parte della squadra principale nel 90’ è l’inizio per lui di una serie di soddisfazioni calcistiche. Debole fisicamente come giocatore e mediocre nel tiro Guardiola sin dai suoi anni come giocatore era dotato di grande mente tattica ed estrema creativita di gioco. Nel ruolo di centrocampista centrale durante la sua carriera come giocatore riesce a vincere sei campionati spagnoli, due Coppe di Spagna, quattro Supercoppe spagnole, una UEFA Champions League, una Supercoppa UEFA e una Coppa delle Coppe UEFA con il Barcellona, oltre ad un oro olimpico con la nazionale spagnola.

Nel 2007 diventa allenatore del Barcellona B, con cui vince i playoff promuovendo la squadra nella Segunda División B, terza serie della lega spagnola. La creatività che ha caratterizzato la sua carriera da giocatore continua nella sua carriera da allenatore,  è no dei pochi allenatori ad aver concepito un modo di giocare il calcio completamente innovativo, è infatti il creatore del tiki-taka. Negli anni poi le strategie di Guardiola si sono evolute in base ai giocatori ed ai club in cui si trovava oltre agli avversari che doveva affrontare dimostrando grande flessibilità e capacità innovative, che lo hanno portato fino ad ora a vincere 32 titoli in totale, il quarto nella storia del calcio per numero di trofei vinti.

4 – Arsene Wenger

Figlio di una famiglia di ristoratori nasce a Strasburgo il 22 Ottobre 1949. Già dall’età di 6 anni passava le sue giornate a giocare a calcio ed a guardare le partite nel bistrot dei genitori. Comincia la sua carriera calcistica al  FC Duttlenheim all’età di 12 anni. Dimostra sin da ragazzino qualità da leader anche se la carriera da calciatore di Wenger non fu particolarmente ricca di successi ed a 28 cominciava già a sbiadire. Infatti spente gli ultimi anni da giocatore gestendo le giovanili del Strasburgo mentre completava gli studi per il diploma da manager. Facendosi notare per le sue capacità manageriali Wenger viene reclutato dal Nancy, rapporto che finisce con l’essere instabile in quanto come neofita al mondo del coaching aveva ricevuto un budget molto limitato per cercare di migliorare la sua squadra. 

La sua carriera decolla definitivamente con il Monaco con cui ottiene il suo primo trofeo nel 88’ vincendo il campionato francese e 3 anni piu tardi nel 91’ la coppa di Francia. Dopo l’esperienza col Monaco ed un paio di anni in Giappone arriva il turno dell’Arsenal, squadra di cui diventa allenatore nel 96’ e con cui ottiene la stragrange maggioranza dei trofei della sua carriera. Infatti in 22 stagioni passate con i Gunners è riuscito a vincere ben 7 Coppe d’Inghilterra, 7 Supercoppe d’Inghilterra e 3 campionati inglesi.

La particolarità dello stile di allenamento di Wenger è il suo approccio scientifico al mondo del calcio, ossessionato dalla corretta nutrizione obbligava i giocatori a non bere alcol, a ricevere iniezioni di multivitaminici e ad assumere creatina per migliorarne la resistenza fisica. Studiava in maniera accurata le statistiche delle squadre giovanili in modo da scorgere presto futuri talenti e una volta che li aveva arruolati li sottoponeva a test psichiatrici per valutarne lo stato mentale, oltre ad aver utilizzato una serie di esperti di fisioterapia e osteopatia per ridurre il numero di infortuni che la sua squadra poteva subire.

 

3 – Josè Mourinho

Soprannominato “The Special One”, nasce a Setúbal il 26 Gennaio 1963. Da giovane ha intrapreso la carriera da giocatore sulle orme del padre( Félix Mourinho ex giocatore divenuto coach) ma a 24 visti i risultati carenti decide di dedicarsi alla carriera di allenatore. Inizia col le giovanili del Vitória Setúbal e nel 1988 viene chiamato dall’Estrela Amadora come assistente tecnico di João Alves. Con la stessa squadra poco dopo nel 90’ vince il suo primo trofeo, la Coppa di Portogallo. Inizia così una carriera piena di successi tra i quali il triplete vinto con l’Inter nella stagione 2009-2010, battendo  1-0 la Roma per la Coppa Italia lo 1-0 il Siena per lo Scudetto e 2-0 il Bayern Monaco per la Champions. Oltre ai numerosi troferi Mourinho è famoso per il fatto che non ha peli sulla lingua, soprattutto verso la stampa con cui è giunto ad avere dei diverbi piuttosto accesi, ricevendo dalle autorità diverse sanzioni. Infine è l’unico tecnico ad aver vinto tutte e tre le principali competizioni UEFA per club vigenti: la Champions League (con il Porto e l’Inter), la Coppa UEFA/Europa League (con il Porto e il Manchester Utd) e l’Europa Conference League (con la Roma). 

2 – Carlo Ancelotti

Nato nel 1959 a Reggiolo in Emilia Romagna, è l’allenatore piu decorato nella storia della UEFA Champions League. dopo averla vinta ben 4 volte (due con il Milan e due con il Real Madrid).  È l’allenatore che ha vinto più trofei UEFA per club, 9, conquistate con Milan, Real Madrid e Juventus. L‘unico allenatore nella storia del calcio ad aver vinto il campionato nelle 5 principali leghe europee (Serie A, Premier League, Bundesliga, Ligue 1 e Primera División), primo per numero di trofei UEFA Champions League, dopo averla vinta ben quattro volte (due col Milan e due con il Real Madrid). 

Dopo una carriera da centrocampista, Ancelotti comincia la carriera nel 1995’ col Reggiana in Serie B, dove rimane una singola stagione riuscendo a far promuovere la squadra in Serie A. 

Lo stile di Ancelotti è influenzata da Arrigo Sacchi, improntata sul 4-4-2 con cui ha ottenuto numerosi successi in carriera, in panchina è riuscito a farsi apprezzare anche sul lato umano grazie alla sua “leadership calma” incentrata sul confronto diretto tra calciatori e tecnici, con cui ha saputo far coesistere giocatori molto diversi tra loro, riuscendo anche a farsi amare dalla dirigenza delle squadre che ha allenato.

Nelle successive esperienze in giro per l’Europa, che lo hanno portato in Inghilterra, in Francia, in Spagna e in Germania, Ancelotti ha continuato a sperimentare ogni genere di modulo calcistico, il 4-3-2-1 al Paris Saint-Germain il 4-3-2-1 e il 4-2-3-1 al Bayern Monaco.

 

1 – Sir Alex Ferguson

Alexander Chapman Ferguson nasce a Glasgow il 31 Dicembre 1941 da una famiglia di operai. Si nota presto che la scuola non è la strada giusta per il giovane Alex che viene bocciato sia alle elementari che alla scuola superiore. Decide così di abbandonare gli studi e di diventare anche lui un operaio come il padre, ma nel cuore aveva la passione per il calcio. Prende prima grazie al lavoro da apprendista in fabbrica un diploma per poi dedicarsti a studiare corsi tecnici sul calcio. 

Nel 1958 esordisce come dilettante con la Queen’s Park in attacco all’età di 16 anni. Nonostante l’ottima performance (20 gol in 31 presenze) non riesce a guadagnarsi un posto da titolare. Finendo per trasferirsi al Saint Johnstone nel 60’.

Questa è una cosa che finirà per perseguitare Ferguson nella sua carriera da giocatore. Infatti nella sua nuova squadra si ripetono le stesse dinamiche e nel 64’ finisce al Dumferline dove rimane per 3 anni diventando capocannoniere nel 66’ con 45 gol in 51 partite. Nel 67’ Ferguson finisce ai Rangers Glasgow squadra con cui i rapporti si incrinano velocemente in quanto non accettavano che la moglie di Alex fosse cattolica. Dopo i Glasgow Rangers è turno del Falkirk e nel 74’ termina la carriera all’Ayr United.

Il suo percorso come allenatore comincia con la East Stirlingshire, dove si crea una reputazione di allenatore severo. Nel 77’ viene ingaggiato al Saint Mirren, squadra dove Ferguson ottiene discreti risultati riuscendo a portare la squadra dalla bassa classifica della Second Division scozzese ad essere campioni della First Division. Nonostante l’anno dopo la squadra ottenga la salvezza il Saint Mirren decide di licenziare Ferguson che finisce così al 

La sua carriera al Manchester United, la squadra che lo ha reso una leggenda vivente, comincia il 6 Novembre 1986.

Con i diavoli rossi Ferguson resta insieme per 27 stagioni, arrivando a vincere 38 trofei di cui 13 campionati e due Champions League. Il primo trofeo arriva nel 90’, con il Manchester che vince la Coppa d’Inghilterra.

Nella stagione 98’-99’, Ferguson insieme alla sua squadra vince il triplete, battendo l’Arsenal per il titolo nazionale, vincendo la FA Cup contro il Newcastle United e la Champions League contro il Bayern Monaco. Inoltre grazie a lui lo United riesce anche a diventare la prima squadra inglese a vincere il trofeo mondiale FIFA per club nel 2008.

Si ritira dalla carriera di allenatore nel 2013 rimanendo però come direttore sportivo e ambasciatore della società. L’anno successivo accetta la cattedra di insegnante ad Harvard dove rimane tuttora.

 

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